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Una speranza per Sophoan

Ciao a tutti! Mi chiamo Elisa e sono una Pediatra all’Ospedale Maggiore di Bologna. L’inverno scorso sono stata per un mese in un villaggio in Cambogia, nella missione di Padre Luca Bolelli, missionario del PIME e mio caro amico da sempre. È proprio lì che ho conosciuto Sophoan, una ragazza che lavora al centro studenti della Missione.

Sono ormai alcuni anni che Sophoan sta lottando contro una situazione di grande disagio e umiliazione. Diverse persone al suo villaggio la ritengono matta, ma non lo è. È semplicemente affetta da epilessia, ma per la gente, che in khmer chiama questa malattia “del maiale pazzo”, Sophoan potrebbe essere addirittura contagiosa! Con questo atroce stigma sulla pelle, lei va avanti e con tutte le forze si sta dedicando agli studenti del Centro di Stung Trong, ed anche ai bambini della zona, giocando e insegnando ogni pomeriggio inglese a più di una cinquantina di loro.

L’epilessia ha iniziato a manifestarsi seriamente in lei circa cinque anni fa, con diverse crisi al giorno. Lì è iniziato anche il calvario delle medicine, perché in Cambogia purtroppo non sembra esserci ancora una vera attenzione a questa malattia: Sophoan ha dovuto cambiare terapia diverse volte, e ogni volta sentendosi trattata con grande sufficienza. «Come va?». «Ho ancora delle crisi». «Beh, prova a prendere il doppio della dose quotidiana». Fine della consulenza. E questo succede nel migliore ospedale pubblico di Phnom Penh! Per Sophoan è davvero molto dura, la terapia che sta assumendo adesso, e che controlla le crisi solo parzialmente, è molto costosa (un mese di terapia costa circa quanto un mese del suo stipendio!) e per questo da un po’ di tempo e con un gruppo di amici stiamo cercando di aiutarla dall’Italia a pagare la terapia. Resta il fatto che per lei la malattia è troppo invalidante: non riesce a pensare di avere una vita normale sapendo che le crisi si ripresentano, inesorabili, almeno una volta la settimana.

Di recente siamo riusciti a farle fare una risonanza magnetica, che in Cambogia è stata refertata come negativa, ma in Italia, vista da esperti neuroradiologi ha mostrato una lesione operabile. L’intervento la porterebbe a una guarigione completa dalla malattia, e questo per Sophoan significa riaccendere la speranza di una vita normale, senza più umiliazioni nè limitazioni!

Per fare questo intervento Sophoan dovrà venire in Italia e restarci per un po’: tutto il periodo della convalescenza e della rivalutazione da parte dei neurologi. Dobbiamo pertanto raccogliere fondi per permetterle di pagare il viaggio, l’alloggio e il ricovero!

Ci darai una mano?

di sotto trovate il link per contribuire all’iniziativa:

Una speranza per Sophoan